monastero pratovecchio

La storia infinita

Il Monastero di Pratovecchio, una presenza nei secoli

Mariae Nivis nasce dalla volontà della famiglia Freschi e Vangelisti di recuperare l’antico immobile fondato nel 1567 grazie alla figura di don Vincenzo Galassi – che volle questo luogo per le ragazze con vocazione ma senza dote del paese – e dei fondi della antichissima Compagnia della Madonna della Neve. Tutta la storia è racchiusa in una parola: Amore.

madonna della neve
don vincenzo galassi

La storia della fondazione

Nel 1567 fu Don Vincenzo Galassi, uomo di grande fede, a volere questo complesso monastico per le ragazze della borghesia del paese. Il complesso, nel cuore antico del paese di Pratovecchio è vissuto e fatto crescere nei secoli dalle monache di San Domenico, fu fondato grazie ai beni della Compagnia della Madonna delle Neve.

La Compagnia della Madonna delle Neve è antichissima e nacque da un’ispirazione laica per servire la comunità nei suoi bisogni.
Il consiglio arrivò a esprimere un parere positivo il 29 luglio del 1567.
Il 29 settembre del 1571 il Vescovo di Fiesole Francesco Cattani raccolse le professioni delle fanciulle che vennero “sagrate e velate”.

san domenico

La costruzione del monastero

La vita religiosa inizia l’8 settembre 1571, mentre la consacrazione della chiesa risale al maggio 1572. Tutto il complesso venne costruito su case, orti e ospitale per viandanti appartenenti alla Compagnia della Madonna della Neve, presso l’antico oratorio di Borgo di Mezzo denominato Cappella Vecchia. Per l’erezione del nuovo fabbricato fu chiesto il permesso ai Padri Camaldolesi. Nell’atto di concessione, redatto a Firenze nel 1567 nei locali di S. Maria del Campo dai Padri Camaldolesi, viene dato il permesso di costruire “appoggiandosi col muro nuovo al muro vecchio del detto Oratorio”.

atto concessione costruzione antico monastero pratovecchio

I momenti tristi

La comunità religiosa ebbe non poche difficoltà nel corso della storia. Nel 1810, durante il dominio napoleonico, le religiose furono costrette a lasciare il monastero, in cui poterono tornare solo nel 1814, per poi lasciarlo nuovamente nel 1891. Mentre le monache chiesero istanza al Granduca di utilizzare come abitazione il Palazzo dell’Amministrazione forestale di Badia, il loro Monastero fu messo all’asta. Fu riscattato da tre monache e il 20 settembre del 1891 la comunità ritornò finalmente nel proprio convento.

La comunità monastica oggi

In tempi più recenti le caratteristiche proprie di questa struttura non sono più riuscite a rispondere alle esigenze della comunità religiosa ospite del Monastero dal lontano 1567. Questa comunità così che ha scelto e ottenuto di realizzare un nuovo monastero nella zona di San Donato, sopra a Pratovecchio. Il cantiere della nuova struttura è stato breve: dal 2014 al 2017 ovvero tre anni meno qualche giorno.

I lavori sono stati eseguiti dall’architetto Morrone ed i suoi figli, Marco e Francesco, i soliti che oggi porteranno a nuova vita l’antico Conventus Mariae Nivis.

suore nel monastero